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martedì 22 febbraio 2022

Recensione uscita su La Stampa - dom. 20.02.2022

Cari lettori,

su La Stampa è uscita, domenica scorsa, una recensione molto carina.

Ci farebbe molto piacere se la leggiate!

Si intitola Un ristorante letterario e di frontiera, "faro" nella terra del Grignolino.

Chi è già abbonato a La Stampa Online, può leggerla aprendo il primo link qui sottostante, mentre chi no, può leggerla sul diario del giornalista ingrandendo l'immagine del giornale pubblicata da lui stesso.

leggere su La Stampa

leggere sul diario del giornalista Pier Ottavio Daniele su Facebook

Ringraziamo molto a Pier Ottavio: sei stato molto generoso a condividercela!

 


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giovedì 13 maggio 2021

La recensione su il Golosario di mar. 11 maggio 2021

La cucina ricreativa nel paese del Papa

 

https://www.ilgolosario.it/it/portacomaro-ristorante-bandini

 


Si respira positività in questo locale nella campagna di Portacomaro - paese d'origine della famiglia di Papa Francesco - circondato dai vigneti di ruchè e di grignolino, a pochi chilometri dal casello Asti Est. E il merito è del patron Antonello Bera (gestore del Bandini insieme allo chef Massimo Rivetti) che ci accoglie all'ingresso; è uomo garbato e assai cortese, premuroso e attento nel consigliarvi piatti che affondano le radici nella cultura gastronomica locale, ma con interessanti rivisitazioni sul tema a vantaggio dell'estetica e del gusto.

L'ambiente, oggetto di recente rinnovo, da noi attraversato di fretta per raggiungere il dehors esterno causa restrizioni Covid, è semplice, informale, ma non banale, e a dominare sono i colori chiari e il legno. Nel dehors sono 4 i tavoli disponibili opportunamente distanziati tra loro, ma ci sono anche – confidando in un repentino rialzo delle temperature – un paio di tavoli all'aperto nel giardino adiacente. Facendo due conti, il consiglio è quello di prenotare assolutamente prima di raggiungere il ristorante.

Ma veniamo alla proposta della cucina – che Massimo e Antonello, in un simpatico gioco ironico di parole, definiscono “Ricreativa”: zero spazio concesso alla moda e ai fronzoli, tanta sostanza e ottimi rilanci creativi.
Noi abbiamo dato il via con un delicato “Seirass” infornato con crema di peperoni (€ 9) – squisito e con un bellissimo impatto cromatico; per proseguire con vitello tonnato della tradizione (€ 10), in alternativa a carne cruda all'Astigiana (€ 10) o tartare di ombrina “Marinata e Affumicata da Me” (€ 15).

 


Tra i primi, eccellenti e saporiti gli agnolotti gobbi fatti a mano al sugo d'arrosto (€ 12), al pari della delicata vellutata di asparagi, lingua di suocera e code di gambero rosso (€ 12). Ma ci sono anche le lasagnette della vigilia (acciughe, timo, basilico, rosmarino) (€ 10), e gli gnocchi di patate alla Monferrina (€ 12).

 



 

Bella e buona la scelta dei secondi: la rolata di galletto all'Agro (€ 18), la cervella di vitella dorata e croccante, semolini dolci e giardiniera di verdure (€ 18), oppure trota salmonata mantecata all'Astigiana (€ 15), e infine nido di misticanza e uovo termale al “Cirighet” (€ 10), prelibatezza che rappresenta la variante astigiana di un classico del fritto messo in marinatura con l’aceto.

Arriva poi al tavolo la lavagna per leggere la proposta dei dolci (€ 7): qui si potrà scegliere tra polentina all'Astigiana, classico bonet, sfogliata al torrone e frutti di bosco, gelato alla crema con composta di arance speziate. Non c'era il Caritin (biscotto di pasta frolla al limone tipico di Portacomaro) che avremmo gustato volentieri, ma sarà così l'occasione per farvi presto ritorno. Perché, nonostante la temperatura rigida della serata e le folate di vento degne di un Paese scandinavo, si sta davvero bene e rilassati. E siamo anche riusciti a toglierci una curiosità: Chi è Bandini? Arturo Bandini è il protagonista della Saga - Bandini di John Fante, famoso scrittore statunitense, nonché alter ego dello scrittore stesso. Ora si può davvero risalire in auto.

 

Bandini

loc. Cornapò, 135
Portacomaro (At)
tel. 0141299252

 

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mercoledì 10 aprile 2019

Recensione su lomejordelagastronomia.com



Ristorante Bandini




Massimo RivettiNazionalità: Italia
Località: Portacomaro 14037 (AT)
Indirizzo: Via Cornapo' 135, Loc. Cornapo'
+39 (0)141299252
ristorantebandinihotmail.it
Chiusura: Lunedì
Prezzo 40
Menu di degustazione: 35-40


La quiete ed il ritmo lento della campagna, una casa sulla strada, una sala chiara e luminosa, alle pareti affiches di mostre dai più importanti musei e gallerie del mondo, in centro sala una moto storica: Moto Guzzi V7-750 del 1972 (con la quale lo chef ha girato mezza Europa nella sua vita precedente) ed in una vetrina piena di grandi distillati, la copia di un libro: 'Aspetta primavera, Bandini' di John Fante. Benvenuti a Cornapo', frazione di Portacomaro, a pochi chilometri dal centro di Asti.

Qui lavora Massimo Rivetti dall'apertura del ristorante (2002). Ha passione, culto del prodotto e conoscenza della storia gastronomica astigiana. E' un cuoco intelligente che e' riuscito ad adattare la rustica, gustosa ma anche pesante cucina contadina al gusto ed alle abitudini odierne. Alleggerisce formule storiche, riduce i tempi di cottura, ha un buon senso estetico, pulisce i piatti carichi di condimento, si concentra sul gusto in maniera fine e delicata, utilizza molto la verdura cruda o appena cotta, preciso, rigoroso, diretto, non prolisso ne retorico.
Come dice Giorgio Grigliatti: 'in ogni paese piemontese dovrebbe esserci un ristorante o un'osteria moderna come Bandini!'.


Iniziamo con gli appetizers: acciughe al verde (salsa perfetta) e spuma di robiola Roccaverano con marmellata di zucca, uno dei piatti più interessanti. Il formaggio e' montato con panna e latte, passato nel sifone, condito con qualche cristallo di sale maldon ed un cucchiaino di marmellata di zucca posto sopra. Quintessenza del miglior formaggio piemontese!


Tra le entrate ricordiamo il girello di Fassone marinato (crudo con sale e zucchero 24 ore), tagliato sottile all'albese: semplice ed essenziale per esaltarne tutta la purezza di gusto; oppure l'uovo cotto al forno a bagno maria a bassa temperatura (perfetto) su letto di scarola saltata in padella e appena condita con salsa all'acciuga. E' il piatto migliore ed e' un classico di Massimo perché riassume il suo stile: essenziale, diretto, pulito, preciso e fine. La cremosita del rosso d'uovo che condisce l'insalata cotta: veramente buono! Cucinati in maniera ineccepibile anche i calamari su letto di carciofi con olive taggiasche.


Foto: Gil Grigliatti

Inno al Piemonte con gli gnocchi alla fonduta di Roccaverano e nocciola di Alba tritata, cucinati senza cadere nella pesantezza e grassezza. Così come con i ravioli gobbi ripieni di carne con sugo d'arrosto: filologicamente coerenti e corretti!


Tra i piatti di resistenza ricordiamo le guance di vitello brasate con salsa al vino, granella di cacao e nocciola tritata con verdure appena saltate in padella con burro; la classica costata di Fassone piemontese o il rombo su salsa al peperone rosso e insalate crude: lo chef non disdegna il pesce di mare.


Non mancate i formaggi! Quasi tutti sono scelti insieme all'affinatore Parola di Saluzzo (CN). Non vi proporranno un carrello enorme ma una selezione molto mirata su prodotti serviti al giusto grado di maturazione. Questa e' cultura! Pochi formaggi, scelti con molta attenzione, nessuna banalità, nessun formaggio forte o troppo vecchio. Lo si nota alla degustazione di prodotti che si pensa di conoscere ma che qui vi sorprenderanno: il delicato ma gustoso seirass, il cremoso e non agressivo blu del Moncenisio, un castelmagno non forte e profumato, un grandissimo comte' così come un indimenticabile vacherin au mont d'or.


In sala Antonello Bera, socio dello chef, ha assimilato il concetto di 'Renaissance des AOC', proponendo una carta dei vini non gigantesca ma con belle etichette, locali e non, per lo piu' di piccoli produttori che, lavorando con tecniche artigianali, risultano essere lontani dall'omologazione del gusto del vino a cui assistiamo quotidianamente.


A noi ha proposto la Barbera d'Asti 'Bogliona' 2006 della cantina Scarpa: sicuramente uno dei migliori venti vini piemontesi, grande beva, fresco, non pesante ne' stucchevole, molta  personalita'; espressione del vitigno e del terroir, emozionante!
Un indirizzo da consigliare al gourmet appassionato e curioso.




Il link per la pagina originale di questa recensione:
http://lomejordelagastronomia.com/it/ristoranti/ristorante-bandini

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domenica 23 settembre 2018

Recensione su La Stampa del 03/02/2018


I vanti di Portacomaro: Bergoglio, Grignolino e il ristorante Bandini




Per tre cose è noto Portacomaro, piccolo borgo dell’Astigiano a due passi dal capoluogo. Ha dato i natali agli avi di papa Bergoglio che da qui, migranti come molti piemontesi di campagna, partirono per l’Argentina oltre un secolo fa. Poi c’è il Grignolino, quel vino scontroso e difficile che è stato molto amato (Veronelli ne parlava benissimo) per poi essere quasi dimenticato, E di cui oggi, anche a partire da Portacomaro che ne è un po’ la capitale, è iniziata la riscoperta. La terza è Bandini, piacevole trattoria di provincia, con una lunga storia alle spalle e molto amata da chi apprezza cibi e vini autentici.

A guidarla sono due professionisti come Massimo Rivetti in cucina e Antonello Bera in sala. Bravi ristoratori che hanno anche altre passioni oltre al cibo e al vino: la letteratura ad esempio. E non le nascondono, Il nome del locale è dedicato appunto ad Arturo Bandini, il protagonista della saga letteraria di John Fante. Sul sito del ristorante c’è addirittura un elenco dei libri preferiti dai due osti. Oltre la letteratura poi c’è la passione per le moto. Entrando in trattoria, la prima cosa in cui vi imbatterete sarà una vecchia Guzzi California del 1972. Per arrivarci dovrete percorrere la statale che da Asti porta verso Alessandria e girare poi verso Portacomaro: l’osteria è in mezzo alla campagna, sulla strada.

La sala, come già detto, è semplice: colori chiari, una decina di tavoli cui non è difficile vedere sedute anche famiglie della zona, oltre a turisti golosi italiani e stranieri in cerca di una autentica cucina monferrina. Tradizione, ma mai banale, e rispetto di ciò che le stagioni offrono sono i punti cardinali dei piatti di Rivetti. A cui si aggiunge sempre in carta anche qualche piatto di pesce come la tartare di ombrina affumicata in casa o la crema di porri di Cervere con code di gamberi. Ma i punti forti sono la carne cruda, il vitello tonnato, il cotechino di Cornapò con subric di patate, gli gnocchi di patate con fonduta di Roccaverano, gli agnolotti (gobbi) al sugo, la faraona. Tra i dolci un classico è il gelato alla crema con la marmellata di arance speziate. Il servizio è cordiale e “alla mano”. Bella la scelta dei vini: si pesca nell’Astigiano con Grignolino e Barbera, si va in Langa con Barolo e Barbaresco. Ma c’è anche qualche buona proposta francese. E il conto sorride: si sta facilmente sui 40 euro.

Bandini

via Cornapò 135, Portacomaro (At)
info 0141/299252
ristorantebandini.blogspot.com
Aperto pranzo e cena, chiuso il lunedì

sabato 1 settembre 2018

lunedì 28 marzo 2016

recensione sulla rubrica "Se restaurer" della rivista "Le Rouge & Le Blanc"

Restaurant Bandini
via Cornapo' 135,
14037 Portacomaro,
Tél. : +39 014 129 92 52,
ristorantebandini[at]hotmail.it

Le nom de ce restaurant est un hommage au célèbre roman de John Fante. Non loin de la cascina Tavijn, dans un décor surréaliste, Antonello Bera en salle et Massimo Rivetti au piano, tous deux associés, vous régaleront.

Le premier propose une très belle carte de vins italians - avec bien sûr les vins de Nadia Verrua - et français, à des prix angéliques.

Le second, coiffé d'un chapeau de paille en guis de toque, mitonne des plats traditionnels piémontais dont un savoureux "vitello tonnato". Plaisirs des papilles assuré à prix doux.





Le Rouge & Le Blancs

venerdì 6 novembre 2015

abito povero 31 10 2015 - recensione di Flaminio Cozzaglio

http://flaminiocozzaglio.info/2015/10/31/abito-povero-31-10-2015/

ABITO POVERO
Giovedì, scorribanda alla provvista di Ruché, d’obbligo, per noi, Nadia Verrua, Cascina Tavijn, che ha pure Grignolino, anche in versione rivoluzionaria, Barbera, nocciole e grappa. Castell’Alfero, da Marisa al Castello, ristorante “chiocciola” delle Osterie d’Italia di Slow Food, la migliore per me, maledizione, chiuso perché in trasferta a Expo. Rapida consultazione della Guida, il più vicino è Bandini, Portacomaro, che eccelle, secondo la Guida, solo per le bottiglie. Scendiamo al fondo della valle, il gran paesaggio di prima si attenua, arrivo, gran parcheggio davanti a un caseggiato anonimo senza tracce di storia. Dentro, tranne una Moto Guzzi da religione appoggiata alla parete, sala ordinaria che più è difficile. Solo due tavoli occupati, anche se l’ora è tarda. Con queste premesse, i lettori che si fidano di me, girerebbero al largo. Male: per me e l’amico di viaggio, una delle migliori cucine degli ultimi anni e un’accoglienza in mirabile equilibrio tra cameratismo e discrezione. Un Ruché simile a quel di Nadia: subito, e offerto un bicchiere di confronto con un altro completamente diverso, tanto per farci un’idea; antipasti classici, vitel tonnato e carne battuta: qui in Piemonte, ci ricorda Antonello che “sgomma” in sala, abbiamo le carni migliori; plin, altro classico, delicati; bisogna finire la bottiglia, assalto finale ai gran formaggi di zona; caffè per me, Moscato per Pierluigi, settanta euro in due.
Lezione, il vestito è bello, e forse ha influenzato anche la valutazione bassa della Guida, ma se vi fermate nel raggio di 30 km, lasciate perdere i benvestiti, c’è Bandini, via Cornapò 135, Portacomaro, 0141 299252.

Cremona www.flaminiocozzaglio.info flcozzaglio[at]gmail.com

lunedì 20 maggio 2013

Un contenuto sul blog "gli amici del bar" di Tirebouchon

lunedì 22 ottobre 2012

"Corre lunga la strada a Cornapò fra filari di grignolino. Ristorante Bandini di Tirebouchon"


Corre lunga la strada a Cornapò fra filari di grignolino, prati e alberi dai colori autunnali, quasi non ti accorgi del Ristorante Bandini, se ne sta lì silenzioso.
Quasi anonimo all'esterno, invece è uno dei sacri templi della cucina monferrina.
Entri ed è luce, una strana ed affascinante lampada vintage ad illuminare la sala, quasi un totem, quadri e stampe fine anni ottanta alle pareti, tavoli ampli e rotondi, belle tovaglie e ceramiche, non ti sembra di essere in campagna ma in una sorta di "non luogo".
Antonello Bera si muove in sala con professionalità da stella Michelin, ha l'umiltà di ascoltare e assecondare le tue scelte, con un pizzico di basso-profilo sul versante vini, nonostante sia un grandissimo intenditore (anni fa lo incontrai su un treno diretto ad uno dei primi meeting di Tigullio Vino, roba esoterica) e questo lo comprendi quando vedi sulla carta i vini dell'andaluso Barranco Oscuro fra cui il Brut Nature, bollicina da svenire, ed io svenni.


Al Bandini si mangiano salame cotto e crudo a km.0 (vengono dal vicino giornali-tabacchi-commestibili con macelleria) accompagnati da una cognà da lode, vitello tonnato da applausi, tajarin fatti in casa e agnolotti al sugo d'arrosto (qui preferirei un sugo più bianco), funghi porcini cucinati perfettamente e dolci che conquistano tutti i cuori, soprattutto quelli delle donne.
Lo chef, Massimo Rivetti, sta sempre chiuso in cucina, chino sui fornelli, è raro vederlo in giro per la sala, io una volta lo intravidi di sfuggita che trasportava una cassa di funghi a fine pranzo, ma un giorno giuro, oso e vado a stringergli la mano, mano di grande cuoco.
Al Bandini ci sono stato una prima volta con gli amici gourmet Luigi Fracchia e Niccolò Desenzani, ma poi ci son tornato per vedere se tutto era vero, se quella prima volta che mi innamorai non fosse stato solo il calore dell'emozione, beh era tutto vero, anzi di più.
Se non mi credete, credete almeno alla bottiglia di Gueuze Bio di Cantillon che sta in bella mostra all'entrata, dice più una bottiglia di lambic di mille parole.

Ristorante Bandini, frazione Cornapò, Portacomaro (AT)
chiuso lunedì, tel. 0141-299252 
dal 2002 con Antonello Bera in sala e Massimo Rivetti in cucina

lunedì 24 ottobre 2011

Una menzione sul Blog "Il Vino degli Altri" di Andrea Scanzi

Quanto segue è tratto dal contenuto datato 24 ottobre 2011 e intitolato "Langhe, ora e sempre".



"A pranzo, la domenica, ho portato la ghenga (?) al ristorante Bandini.
Slowfood sacro e pressoché inarrivabile (nel senso di qualità elevata) a Cornapò, Portacomaro, nell’astigiano.
Commovente la mousse di Robiola di Roccaverano, perfetti i primi e ogni cosa incontrata.
Il prezzo, 30 euro cadauno, rimane inspiegabile, considerato che abbiamo bevuto un Crèmant Vouvray di Clos Naudin Foreau della Loira e due orange wines, l’A-iuto 2008 di Trinchero e il georgiano Triple A Rkatsiteli 2007"



Sito Ufficiale del giornalista Andrea Scanzi
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giovedì 28 luglio 2011

L'articolo su COOLTO magazine n.6 luglio/agosto 2011




IL RESPIRO SINCERO DELLA NATURA ASTIGIANA


"...Attraversammo una zona di colline basse. La strada era fiancheggiata da siepi, oltre le quali si stendevano i vigneti ben curati...".
Siamo nel Middle West, tra le righe dello scrittore americano John Fante, ma si scorge un che della terra astigiana dove si trova il ristorante di Portacomaro che, nel nome, omaggia l'antieroe dei romanzi di Fante, Arturo Bandini.

L'insegna annuncia: "Dopo i ristoranti tipici, tradizionali, a conduzione familiare, tecnoemozionali, contemporanei, molecolari, creativi: Bandini, Ristorante RiCreativo".
L'arredamento è minimalista, con lampade di modernariato, locandine di festival jazz e una Guzzi del '72 in sala.

Lo chef Massimo Rivetti e Maurizio (sic) Bera, maitre di sala, la chiamano 'Stranezza dell'artista', perché si sentono artisti e tali si dimostrano.
Niente genio&sregolatezza però: artisti concreti, seri, dedicati, tanto da fare del proprio mestiere un'arte.
E quell'arte si vede, nei modi affabili e sinceri e si gusta, nelle ricette di una cucina che lo chef definisce 'ortodossa, audace, naturale'.

"Non c'è giorno che non si faccia il fondo bruno" racconta Massimo e "le ricette locali si preparano nel rispetto della tradizione astigiana".
Ripensi al Gallo nostrano alla Babi* e ti convinci, come convincono il vitello tonnato e i tajarin alla monferrina.

Perché audace questa cucina di territorio?
"Talvolta -spiega Massimo, le ricette locali vengono scomposte e ricomposte, per crearne di nuove, figlie della tradizione rinnovata.
Ma nelle mie ricette, non c'è molto da interpretare, vanno semplicemente mangiate, voglio che sia la natura stessa a respirare su ogni portata". Ripensi alla bavarese al Barolo Chinato con Sbrisolona alle Nocciole Piemonte, agli aromi raccolti nell'orto casalingo e respiri.



Il marchio di fabbrica di questa provincia però, è nella forma geografica: un grappolo d’uva tra Monferrato, Langa e Roero.
Sappiamo che non tutti i grappoli sono uguali, e così i vini: alcuni portano in sé l'amore di chi li ha cercati e conquistati.

Cascina Tavijn è tra questi. Superata Portacomaro, verso Scurzolengo, si incrocia una strada sterrata che porta alla cascina del 1908.
Oggi, è la quarta generazione di vignaioli a produrre: 5 ettari vitati bio, 20.000 bottiglie annue, grignolino, barbera e ruchè.
Quasi un secolo fa il bisnonno Tavijn Ottavio, dà vita a tutto; con la stessa energia e convinzione, oggi Nadia, degna discendente, sceglie uve biologiche.

"Vorrei avessero una personalità" dice, parlando dei suoi vini: Barbera, Ruchè, vitigno autoctono riscoperto, Zanel, e, ultimo solo nell'elenco, Grignolino.
In cantina si applicano tecniche antiche, come la vinificazione a cappello sommerso** e si usa tanto acciaio quanto il cemento vetrificato, perché elevata capacità di conservazione dei materiali li rende importanti per il vino, in termini di nettezza e pulizia di gusto.

Bisogna assaggiarli questi vini, affidarsi al consiglio schietto di Nadia, che certo saprà condurvi con la stessa risolutezza con cui sa che "bisogna comprendere la potenzialità di crescita della pianta".


* Antica ricetta delle osterie locali: gallo cotto al forno, bagnato con vino Barbera insieme a verdure miste.
E' detto 'Alla Babi (rospo in astigiano)', perché si usa posizionare un mattone sullo stesso durante la cottura, perché insaporisca e così, schiacciate dal peso, le cosce sembrano le zampe di un rospo, che in estate si nasconde sotto un sasso per stare al fresco.

** La vinificazione in rosso con il cosidetto "cappello", cioè l'insieme delle parti solide portate al sommo della vasca dallo svolgersi dell'anidride carbonica, mantenuto immerso nel liquido fermentante con qualche apposito dispositivo, risale a molto tempo addietro.


Ristorante Bandini
Via Cornapo' (=strada provinciale 38), n.135
14037 Portacomaro, AT
Tel: + 39.0141.299252
Chiusura: lunedì

Cascina Tavijn
Reg. Monterovere, 14030 Scurzolengo, AT
Tel: + 39.0141.203187





COOLTO magazine
PUNTO ZERO Edizioni
viale Gramsci 141
10095 Grugliasco TO
tel&fax 011.7807531

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sabato 12 febbraio 2011

L'articolo su "Il Vino degli Altri" - il blog di Andrea Scanzi


Ristorante Bandini (Portacomaro, Asti)
11 febbraio 2011
Andrea Scanzi

Uh-oh. Attenzione: ho appena mangiato in uno dei dieci migliori slowfood italiani (l’ho sparata grossa, lo so: ma so cosa scrivo). Mi ci ha portato Ezio Cerruti, il produttore del Sol passito, a cui devo ormai troppi favori e ancor più debiti. Con noi doveva esserci Federico Ferrero, ma nuovamente si è fatto sconfiggere dalla pigrizia. Preferendo una telecronaca qualsiasi su Eurosport alla grandeur delle libagioni - ovviamente sto scherzando: avesse potuto, ci sarebbe stato anche lui. Anteponendo il buon cibo all’insipienza tecnica della miserrima tennista Petkovic.

Il ristorante in questione è Bandini, nome letterario assai. Cinque minuti da Uscita Asti Est. Portacomaro, frazione Cornapò. Da fuori non gli daresti niente. Dentro migliora. Musica jazz, Moto Guzzi d’epoca in bella mostra. Carta dei vini notevole, molto vicina ai vini veri. E’ slowfood dal 2002: e con merito. Il miglior ristorante dell’astigiano con Ai Binari di Mara Bione, dove sarò venerdì per la cena dei rossi scapigliati piemontesi.

La cucina è encomiabile, i prezzi dei piatti onesti, i ricarichi sulle bottiglie non bassissimi ma neanche scriteriati. Ezio ed io siamo vegetariani, quindi della carne (bleah) non so dirvi. Però, però. La mousse di robiola - l’aperitivo - mi ha commosso. Il tortino di sedano con fonduta era monumentale. I cardi con bagna cauda e uovo da antologia. L’Enkir (pare il cereale più antico del mondo: tipo farro, ma meglio) da strapparsi le vesti. I secondi e i dolci non lo so, non mi interessano. Sono piatti irrilevanti per chi scrive.

Vini. Partenza con un Domaine Laureau 1999 Cuvèe de Genets, Doc Savennieres. Loira, zona Nicolas Joly (che non vinifica solo Savennières: lo so, non fate i sangiorgiani). Venticinque euro alla carta. Lo importa Caves De Pyrene. Strepitoso, a dodici anni di vita esprime il meglio: acido, sapito, al naso zafferano, persistenza e bevibilità. Allez.

Poi una piccola chicca langarola: Azienda Agricola Accomasso, Barbera d’Alba 2006 Pochi Filagn. Storico produttore de L’Annunziata, frazione de La Morra. E’ finita da sola, nonostante i 14 gradi e mezzo. Pulita, bel corpo, discreta acidità. Fronzoli zero. Un vigneron d’altri tempi, Accomasso, da scoprire e riscoprire (del suo Barolo mi hanno parlato benissimo, oltretutto).

Il Ristorante Bandini non ha difetti. Solo pregi. Va vissuto. Come le pagine di John Fante.


(Le immagini sono delle pubblicazioni di Andrea Scanzi, quella di sopra "Elogio dell'invecchiamento", quella di sotto "Il Vino degli altri".

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venerdì 26 novembre 2010

L'articolo su il Corriere della Sera del 15/11/2010


Usciamo a Asti Est
Dove mangiare bene appena fuori dell'autostrada
in collaborazione con Gambero Rosso

Il Monferrato: non solo tradizione
di Clara Barra

Bastano una decina di chilometri (e pochi minuti) di strada dal casello di Asti Est dell'A21, la Torino-Piacenza-Brescia, per raggiungere Portacomaro, sulle colline del Monferrato.
Ed è qui che troverete Bandini, il locale di Massimo Rivetti e Antonello Bera, il primo in cucina, il secondo in sala e responsabile della cantina.

Un ristorante ricreativo (così lo definiscono), moderno, luminoso, con possibilità di mangiare all'aperto durante la bella stagione, che offre una cucina valida e stimolante, giocata tra Piemonte e Liguria, un po' tradizionale e un po' innovativa, con piatti di carne alternati a pesce, e con pasta fresca fatta a mano.

In menu, carne cruda all'Astigiana, vitello tannato, tajarin, agnolotti gobbi o del plìn da manuale, guanciotti di vitello, la Madama Piemonteisa alla griglia.

Per chiudere in bellezza, una sfiziosa selezione di formaggi accompagnati dalla cognà, il tipico bonet e la bavarese.

Per chi si sente in vena di smarcarsi dal territorio, la carta propone anche affumicati di pesce, code di gambero rosso di Mazara del Vallo con sedano dorato d'Asti al lemon grass, rana pescatrice scottata con emulsione d'uovo e perilla, fragole in composta con sorbetto alla menta, gelato alla crema con composta di arance speziate.

Si pasteggia con vini scelti tra una bella selezione di etichette, anche biologiche.


(tratto dalla sezione "Corriere Motori", pagina 5, lunedì 15 nov. 2010)

domenica 8 agosto 2010

L'articolo su La Repubblica del 31/07/2010

LA PAGINA DEL GUSTO
Rubrica "SARANNO FAMOSI" di Marco Trabucco


LA QUADRATURA DI MASSIMO, CHEF "RICREATIVO"

Ristorante ricreativo: si definiscono così, con serissima ironia rispetto alle pretese creative della cucina d'oggi, quelli del Bandini, trattoria a Portacomaro, a pochi chilometri da Asti, nella zona di elezione un vino misconosciuto e quasi perduto, il Grignolino.

Basterebbe solo quello a farci innamorare di questo posto.

C'è però molto di più: prima di tutto il nome, dedicato a quell'Arturo Bandini, antieroe per definizione nei romanzi di John Fante.

Poi la sala, facile e gradevole, come è giusto che sia per un posto dove mangiare è prima di tutto un piacere e governata con sapienza da Antonello Bera.

Dopo tante parole, poi, arriva la sostanza: una cucina piemontese tutto meno che banale nonostante sia davvero tradizionale.
La quadratura del cerchio che riesce al cuoco Massimo Rivetti, uno che ha alle spalle, con Bera, esperienze in alcuni dei più importanti locali dell'Astigiano.

Insomma, una delle migliori trattorie del Piemonte con un grande rapporto qualità-prezzo.

Ristorante Bandini
via Cornapo' (Strada Provinciale 38), 135, Portacomaro (At)
Tel. 0141/299252

venerdì 28 maggio 2010

L'articolo su il Venerdì di Repubblica del 28/05/2010

Nell'Astigiano, in un locale dedicato a Bandini, prezzi buoni e ottima cucina, tra territorio e mare
Nel nome del buon cibo e di Fante, un destino di successo è già scritto

Trattoria da Gigi, si chiamava, ed era ritrovo di cicloamatori in allenamento sulle colline del Monferrato.
Dal 2002, si chiama Bandini, ed è un rimando letterario (John Fante ringrazierebbe, se fosse vivo), così come suona palazzeschiano l'indirizzo, via Cornapò.
Ai due soci, Massimo Rivetti in cucina e Antonello Bera tra sala e cantina, piace la letteratura e a noi è piaciuto molto il loro locale.
Moderno nell'arredamento, con una Guzzi V7 del '72, bianca e nera, piazzata in sala (ma con la bella stagione si mangia fuori).
Ci è piaciuto molto per due motivi, entrambi importanti: l'onestà dei prezzi e la bontà dei piatti, e possiamo aggiungere il garbo del servizio e una buona carta dei vini (anche biologici).

Il menù del territorio comprende tre antipasti (spuma di robiola di Roccaverano con marmellata di cipolle rosse, vitello tonnato e tortino di sedano dorato d'Asti con fonduta di toma, poi agnolotti al sugo d'arrosto, guanciotti di vitello brasati, dessert a scelta, 30 euro bevande escluse.
Un po' di più (36 euro), e scandito sullo stesso numero di piatti, il menù di pesce.
C'è anche un menù per coppie: carne cruda, nido di scarola con uovo poché e bottarga di muggine, tajarin alla monferrina, Madama Piemonteisa (costata) alla griglia e due dessert, inclusi acqua, caffè e una bottiglia a scelta tra Champagne e Barolo: 90 euro in due.
Massimo, che dimostra meno dei suoi 39 anni, è davvero in gamba: dalle acciughine al verde alla bavarese al Barolo chinato, dal vitello tonnato al filetto di sampietro al forno, dallo storione affumicato alla lavanda al carré d'agnello, dai plin di verdure e parietaria insaporiti da acciuga e timo agli agnolotti al sugo d'arrosto, non un cedimento, un piccolo passo falso: ha mantenuto la stessa quota (alta) di volo. E di voto.
Perciò, come non facciamo spesso, vi diciamo: non abbiamo suggerimenti, andate tranquilli, certi posti esistono ancora.


(tratto dalla sezione "dolce vita - mangia & bevi di Gianni e Paola Mura", pag. 143)

sabato 8 maggio 2010

L'articolo su Gardenia n. 313 del maggio 2010


(pagina 127/128)

Dalla terra alla tavola
di Mariarosa Schiaffino
Foto di Cinzia Trenchi

È piemontese il sedano più gustoso

Si chiama 'Dorato d'Asti' e cresce nei campi e nelle serre intorno alla cittadina. Croccante e tenero al tempo stesso, lo si raccoglie sia adesso sia a fine estate.

La provincia di Asti è nota ai buongustai per i tanti ristoranti di livello, il Moscato, la Barbera, gli agnolotti gobbi o "del plin", il torrone, i tartufi.
Meno noto è che sulla piana alluvionale del Tanaro si coltiva con successo, fin dall'inizio del secolo scorso, una delle varietà più pregiate di sedano, ortaggio aromatico che si usa sia in cucina sia fresco, per le sue doti di appetibilità e croccantezza.
In Piemonte se ne produce più che in qualunque altra regione italiana (27 per cento) ed è qui, nell'Astigiano, che raggiunge i vertici di qualità. Per tutelarlo e valorizzarlo, è stato insignito della De.CO., la Denominazione Comunqle che certifica la provenienza di un prodotto da un determinato territorio.

Sedano 'Dorato d'Asti', dunque, e con questo bel nome sonante, eccolo appena raccolto in una azienda agricola della zona: con il suo colore intenso e il profumo dei grossi cespi carnosi, è un trionfo della natura.
La pianta, Apium graveolens, è specie a coltivazione biennale.
Nel primo anno forma una radice ricca di ramificazioni e una rosetta fogliare più o meno eretta, nel secondo emmette lo scapo fiorale, alto da 30 centimetri in su, che in cima si orna di infiorescenze riunite a ombrella, simili a quelle della carota, ma più piccole, presenti in giugno-luglio.
Il frutto, che matura due mesi dopo la fioritura, è un achenio piccolissimo, di colore bruno.



Gustoso e salutare

Questa varietà di sedano viene coltivata in terreno profondo, fresco, ricco di sostanza organica e acqua.
I raccolti sono due: a primavere si raccoglie il frutto della semina eseguita di solito sotto copertura tra dicembre e gennaio, tra l'estate e l'autunno, quello della semina in pieno campo effettuata in febbraio-marzo.
In questo modo si riesce ad avere sedano tutto l'anno.
Per il consumo fresco, quello che si trova sul mercato fra aprile e giugno è ideale per le insalate, il pinzimonio e il mix di ortaggi crudi, tagliati a bastoncino e pronti al gesto della mano, che accompagna spesso l'aperitivo.
Ideale, questo utilizzo, perché il sedano ha proprietà digestive, stimolanti e rimineralizzanti.
In effetti le coste, specie le più interne, che costituiscono il cuore del cespo, anche senza condimento sono deliziose.
Ottimo il succo per restare in linea e tonificare il sistema nervoso.

(Sulla pagina, due foto scattate nel campo di una produttrice)

Sopra: un campo di sedano 'Dorato d'Asti'. Siamo nell'Astigiano, nell'azienda di Lucia Maccagno e famiglia. Di questa varietà di sedano esistono due selezioni: 'Rissone' (sotto) e 'Giuseppe'; la prima si raccoglie tra aprile e maggio, l'altra in autunno.




Non soltanto nel soffritto

Indispensabile elemento del soffritto - la triade aromatica cipolla-carota-sedano, che con l'aggiunta dell'olio extravergine d'oliva è alla base di migliaia di ricette italiane - il sedano è meno presente nei menu come protagonista.
I suoi gambi carnosi si prestano a fare da contenitore di salsine o ripieni, come vuole la tradizione.
Ma la cucina più attuale lo sceglie spesso per l'aromaticità e la freschezza e lo propone con fantasia.
Il 'Dorato d'Asti' ha trovato in Piemonte interpreti appassionati, come per esempio lo chef del ristorante Bandini di Portacomaro (Asti): ecco, qui sotto, quattro originali e stuzzicanti ricette.

Ristorante Bandini, via Cornapo' 135, 14037 Portacomaro (Asti)
tel. 0141.299252



Ricette:

Antica Zuppa di Riso al Sedano
Sedano ai Gamberi Rossi
Sformati di Sedano e Toma
Zuppa Ghiacciata






Gardenia (mensile, Cairo Editore)

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domenica 27 dicembre 2009

Article on DOOR TO ITALY no. 6, 2009


tratto da DOOR TO ITALY n.6 del 2009


A Portacomaro, pochi minuti dall’uscita autostradale di Asti Est, il Ristorante Bandini è ideale per godere i cibi e gli ingredienti classici presentati con modestia e modernità.
L’atmosfera rilassata creata da Antonello Bera e Massimo Rivetti, accompagna carni di manzo, pollo e coniglio, verdure locali, pasta fatta a mano, ricette antiche e qualche proposta innovativa e di pesce, con un tocco di erbe aromatiche coltivate direttamente.
La carta dei vini è decisamente interessante, di territorio e non solo, frutto di una instancabile attività di ricerca per unire originalità, qualità e prezzo.


In Portacomaro, just minutes from the Asti East highway exit is the Ristorante Bandini which is perfect for enjoying the classic foods and ingredients often humbly presented with a contemporary flair.
The relaxing ambiance created by Antonello Bera and Massimo Rivetti is well combined with beef, chicken and rabbit, locally grown vegetables, hand-made pasta, heirloom recipes, fish and of course some innovative twists using a touch of aromatic herbs grown on the premises.
The wine list is decidedly interesting, the fruit of an inexhaustible search for the right combination of originality, quality and price, and offers regional and international wines.


In Portacomaro, nur wenige Autominuten von der Autobahnausfahrt Asti Est entfernt, bietet das Ristorante Bandini eine ideale Gelegenheit, um klassische Gerichte und Zutaten zu genießen, die hier im positiven Sinne gleichzeitig anspruchslos und modern präsentiert werden.
In der von Antonello Bera und Massimo Rivetti erschaffenen entspannten Atmosphäre kann man hier Rind, Huhn und Kaninchen speisen, begleitet von lokal angebautem Gemüse und handgemachter Pasta, nach antiken oder innovativen Rezepten oder auch Fisch, der mit vor Ort angebauten Kräutern verfeinert wird.
Die Weinkarte ist wirklich interessant und bietet nicht nur was ausder Region stammt, sie ist das Ergebnis der unermüdlichen Bemühung um eine positive Vereinigung von Originalität, Qualität und Preis.



DOOR TO ITALY

Publisher: Appunti sas di Maurizio Fava & c.
Editor: Nadia Biancato
C.so IV Novembre 17 - 15100 Alessandria
www.doortoitaly.it
E-mail: redazione@doortoitaly.it
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domenica 6 settembre 2009

Cibo per la mente

tratto da "Terre d'Asti on the road"
a cura di Carlo Cerrato


Cibo per la mente
Aspetta primavera, Bandini

Cos'è un luogo letterario? In Terre d'Asti un ristorante, naturalmente. Accade in località Cornapo' di Portacomaro che compaia alla chetichella, qualche anno fa, una piccola insegna "Ristorante Bandini" al posto di quella che annunciava la vecchia "Trattoria da Gigi", ritrovo di cicloturisti buongustai. Nulla di strano.

"Chissa 'sto Bandini" - si sono detti in molti - "sarà il nuovo proprietario, basta che faccia bene dad mangiare".

Intanto, senza clamori, a poco a poco il locale cambia fisionomia, il menu si aggiorna, la carta dei vini, scritta rigorosamente a mano, si arricchisce via via. Con discrezione, novità e tradizione si fondono mentre sui muri rigorosamente bianchi fa capolino l'arte contemporanea, e in un angolo trova posto una gigantesca Moto Guzzi d'epoca. Ci piacerebbe conscerlo finalmente, questo signor Bandini. Ma si nega. Infine scopri che proprio non c'è. Ecco svelato l'arcano.

Il mitico Bandini di Cornapo' non è altri che lui: Arturo Bandini, il grande personaggio frutto della fantasia di John Fante, scrittore americano di origini abruzzesi. Volato via dalle pagine del romanzo "Aspetta primavera, Bandini" è arrivato fin qui nella valle del Rio Tagliaferro a Cornapo' di Portacomaro, tra le colline di Castiglione e Migliandolo, un tempo coperte da stupendi vigneti.

Un'idea come un'altra, forse bizzarra.

Ma una bella idea!

Viaggiare in Terre d'Asti, alla ricerca di cibi e vini genuini, è dunque anche un viaggio dell'anima alla scoperta, a volte, anche di "cibi per la mente" e di personaggi capaci di grandi voli; un viaggio tra sensazioni, memorie, emozioni, tracce di uomini senza nome che hanno lasciato nelle cose segni del loro passaggio, ma anche di altri che hanno raccontato attraverso i gesti e le parole le loro terre dell'anima e hanno a noi lasciato suoni, immagini, poesia.

Una semplice traccia, stile guida turistica, alla ricerca dei "cibi dell'anima" firmati Terre d'Asti, dando per scontate le citazioni di Cesare Pavese e Beppe Fenoglio, anagraficamente albesi, passa inevitabilmente attraverso la citazione di autori cinquecenteschi come Giovan Giorgio Allione, Federico Della Valle, il sommo trageda Vittorio Alfieri, nemico di ogni tirannide, e ancora Angelo Brofferio, Agostino Della Sala Spada, Angelo Gatti, Augusto Monti, Davide Lajolo, Gigi Monticone, Guido Artom, Paolo De Benedetti, Paolo Conte.

E poi, frugando nei territori dell'arte, restando al Novecento, vengono fuori tanti altri nomi come Giovanni Rosa, grafico pubblicitario d'inizio secolo e pittore (forse da riscoprire più di ogni altro...) che ha contribuito alla prima definizione dell'immagine di questo territorio.

Oppure Giuseppe Manzone, Giovanni Olindo (Canelli), Guglielmo Bezzo (Tonco), Massimo Quaglino (Refrancore), Giovanni Rovero (Mongardino), Gregorio Calvi di Bergolo (Montemagno), Gigi Quaglia, Amelia Platone, Carlo Carosso, Eugenio Gulielminetti.

Pochi nomi soltanto, per chi volesse cercare e scoprire davvero rimandiamo a tanti libri e qualche sito. Semplici suggerimenti, senza pretesa di completezza, per incuriosire chi avesse voglia di viaggiare lungo le nostre strade, più a fondo, per arrivare quasi a toccare l'anima di queste colline.


Terre d'Asti on the road
ISBN 978-88-89022-40-5
€ 18.00
Scritturapura Editore
via Quintino Sella 27,
14100 Asti AT

- "Dieci itinerari per scoprire Asti, il Monferrato e le Langhe, ma anche le Residenze Sabaude e molte altre zone che fanno da corollario alle Terre d'Asti.
- Una guida originale, ricca di indicazioni e suggerimenti, con approfondimenti di carattere storico-artistico, note di costume e citazioni letterarie.
- Oltre 200 immagini a colori che documentano paesaggi incontaminati, città ricche di arte e storia, luoghi letterari, prodotti tipici di grande prestigio.
- Uno strumento indispensabile per chi vuole, partendo da Asti, andare alla scoperta di un territorio ricco di fascino e storia, fiore all'occhiello del Piemonte."


Carlo Cerrato
Giornalista professionista dal '78 e dirigente Rai Tv dal '92.
Caporedattore centrale del Tgr Piemonte, dopo aver diretto le redazioni di Aosta e Genova.
È stato presidente dell'ATL di Asti dal 1998 al 2007.

giovedì 26 febbraio 2009

Recensione sulla Guida "Fuoricasello" 2009 (Guida Longo)

pagina 21

Bandini


Le belle colline del Monferrato, dove ogni bricco è coronato o dalla mole delle chiese o da quella di un castello, sono il paesaggio in cui si trova il ristorante Bandini, gestito da due soci, Massimo Tivetti (sic) e Antonello Bera.

La cucina basata sulla grande tradizione del territorio si distingue anche per interpretazioni originali, ma ben equilibrate.

Non possono mancare i tajarin, gli agnolotti rigorosamente al sugo d'arrosto, la Cisrà un'antica zuppa di legumi pressoché introvabile, carni piemontesi e il tradizionale gallo al Babi.
Babi vuol dire rospo, ma qui indica semplicemente che il gallo è stato schiacciato prima di essere cotto.

In cantina vini italiani ed esteri.

mercoledì 5 marzo 2008

Recensione su "L'uomo e' una locusta" febbraio 2008



L'uomo è una locusta

Ristorante Bandini - Portacomaro

Data di visita: 28 Febbraio 2008
Qualità: 4+
Quantità: 4-
Servizio: 4+
Prezzo: 3
Media voto: 3,93

Galleria Immagini

Recensione:

Immaginatevi un minuscolo paesino ancora arroccato (e un po' diroccato) nel suo nucleo medioevale tra le nebbie dell'astigiano, un luogo ai limiti dell'irrealtà, dove resistono cose come i gabinetti pubblici, le pompe di benzina con "il Tigre" e il circolo dei reduci di guerra. Immaginato? Bene, ora dimenticatevelo: il Bandini - che non è il nome del proprietario, ma quello dell'eroe di tanti romanzi di John Fante - è fuori da Portacomaro e non ha nulla a che fare con le sue atmosfere antidiluviane. Anzi, appena varcata la soglia si entra in un ambiente moderno, dall'arredamento minimalista e quasi asettico, con pezzi pregiati di design, locandine di mostre e festival jazz alle pareti e addirittura una moto Guzzi parcheggiata nella sala da pranzo. Stranezze d'artista, perché è davvero arte quella che si può degustare in questo locale dal rapporto qualità-prezzo quasi imbattibile.

Il menu degustazione - caldamente consigliato - per soli 27 euro propone un campionario esaustivo e abbondante della cucina del locale, ma anche i piatti alla carta non sono cari e sui vini il ricarico è minimo. Prezzi davvero bassi in relazione alla raffinatezza della cucina, a cominciare dagli antipasti: deliziosa tartare di salmone affumicato con uova di salmone e una sottile sfoglia di pasta fritta, seguita da un ineccepibile vitel tonné. Tra i primi, il piatto del giorno è quasi sempre una zuppa (nel nostro caso i maltagliati con fagioli) ma sono assolutamente da provare i tajarin alla monferrina, tipica pasta artigianale lunga e sottile condita con un saporitissimo ragù in bianco.

Detto del servizio discreto e rapido e di una soffusa colonna sonora che rende l'ambiente decisamente meno "ingessato", passiamo ai secondi. E in particolare all'eccezionale galletto nostrano al forno in salsa al Barbera: quasi impossibile rendersi conto che si tratta "solo" di un galletto e non di pregiata selvaggina... persino le zucchine e carote di contorno sono da lode. Tra le altre proposte merita una segnalazione l'agnello alle erbe. Dolci all'altezza del resto: bonnet all'astigiana e soprattutto la delicata bavarese al barolo chinato accompagnata da una superlativa sbrisolona alle nocciole. Con i vini, inutile dirlo, si sfonda una porta aperta: il (o la) Barbera Le Orme della cantina Chiarlo non tradisce le attese, dimostrandosi perfetto complemento di un menu curato ma mai troppo pretenzioso.

(La stessa recensione si trova anche su Vinix.)

domenica 6 gennaio 2008

Recensione sulla Guida Oro "Ristoranti di Veronelli" 2008 (Veronelli Editore)

pagina 448

Bandini

(79 centesimi)

euro 37
elegante (ha gradevole dehors estivo)
lo chef-patron Massimo Rivetti; in sala, Antonello Bera, co-patron.

Piatti: Massimo Rivetti, pur senza dimenticare l'importanza dei piatti della tradizione, "tende" ad andare oltre per affermare la propria personalità; apprezzabile il tentativo; ecco degli esempi: millefoglie di brandade di baccalà e pasta fillo; insalata di trippa, fagioli dell'occhio e peperoni; maltagliati e fagioli; plin di verdura all'acciuga e timo; agnolotti gobbi al sugo d'arrosto; filetto di trota salmonata al prezzemolo e capperi; coscia di coniglio nostrano all'astigiana; carrè d'agnello alle erbe aromatiche; tenerone di fassone piemontese con giardiniera di verdure. Dolci: sbrisolona di nocciole e crema fredda allo zabaione; bonet; tortino al cioccolato con sorbetto alla menta.
Salumi: salami cotti e crudi locali, prosciutto di Parma e di Sant'Ilario, lardo di Colonnata. Formaggi: seiras del fen, robiola di Roccaverano, blu del Moncenisio, castelmagno, montebore.
Vini: carta, piemontese (astigiana in primis) e foresta, di buon valore.
Notizie varie: Bandini, ovvero l'antieroe Arturo Bandini, il protagonista dei romanzi di John Fante.

(Il prezzo indicato e' quello del 2007.)